Bambini

Malattie rare genetiche nei bambini: quali sono le più note e come affrontarle

Quali sono le più conosciute tra le malattie genetiche rare nei bambini, come è possibile individuarle e in che modo avviene la diagnosi. Le risposte di Viviana Barberis, specialista in Pediatria

Scopri il centro pediatrico
Malattie rare genetiche nei bambini: quali sono le più note e come affrontarle

Da uno a due milioni di pazienti, 7 su 10 in età pediatrica: sono le persone ad oggi affette da una malattia rara genetica, nel nostro Paese, secondo i dati dell’Organizzazione Mondiale della Sanità. Nell’Ue se ne contano in totale da 27 a 36 milioni. Le cifre diffuse dal CNMR (Centro Nazionale Malattie Rare) si riferiscono all’ultimo aggiornamento divulgato (2014).«L’80% delle malattie rare è dovuto a cause genetiche, il rimanente 20% è invece riferito a cause eterogenee come l’ambiente, l’alimentazione, le infezioni o le reazioni immutarie», spiega la dott.ssa Viviana Barberis, specialista in Pediatria del Centro Medico Santagostino. «Nel 1999 è stata coniata la definizione: una malattia è “rara” quando colpisce non più di 5 su 10mila abitanti».

Come si riconosce una malattia genetica e come viene diagnosticata

«Non esiste un criterio unico per definire le malattie rare genetiche, ma la caratteristica principale è il loro essere eterogenee: presentano un’enorme varietà di sintomi», afferma la specialista.

Attualmente Orphanet è il sito più completo in materia. Contiene un elenco esaustivo, sempre aggiornato, delle malattie rare in Europa. Queste devono essere presenti in letteratura scientifica con almeno due casi che confermano l’associazione non casuale dei segni clinici caratteristici della specifica malattia.
Il portale, aggiornato di pari passo con la ricerca, permette di inserire parole chiave corrispondenti ai sintomi presentati dal singolo paziente. Quando il sistema trova malattie che potrebbero essere compatibili con l’associazione fra due sintomi, ne fornisce il codice: ogni malattia è associata a un codice unico e non modificabile.

«Essendo i sintomi estremamente eterogenei, è difficile trovare delle caratteristiche comuni a tutte le malattie genetiche rare. Quello di seguito è un tentativo di elencare quelle più frequenti», chiarisce la dott.ssa Barberis.

  • Sono croniche oltre che sporadiche
  • Hanno un tasso elevato di mortalità
  • Necessitano di un approccio multidisciplinare
  • Hanno un forte impatto emotivo sui pazienti e sui loro famigliari
  • Sono di diagnosi estremamente difficile e, per questo motivo, poco riconosciute: questo porta spessissimo a enormi ritardi nella diagnosi

«Quello che il pediatra deve ricordare è una “regola aurea” per quanto riguarda le malattie genetiche: due grossi sintomi (ad esempio due grosse malformazioni, due segni importanti di una malattia) non sono quasi mai segni di due malattie diverse, nella maggior parte dei casi hanno un collegamento, fanno parte di uno stesso quadro clinico», precisa la specialista.

«Occorre avere una visione più globale per poter individuare queste malattie. Ad esempio: sordità e insufficienza renale presenti nello stesso soggetto devono fare venire il dubbio che siano due aspetti della stessa malattia piuttosto che essere sintomi di due malattie separate».

Malattie genetiche rare: quali sono le più note

«Alcune fra queste malattie hanno caratteristiche visibili già dalla nascita. Mi riferisco ad esempio alla Sindrome di Down o all’Osteogenesi Imperfetta, che sono diagnosticabili già in utero».

Fra le malattie rare genetiche più note, già diagnosticabili durante l’infanzia anche la Sindrome di Charge, che colpisce diverse parti del corpo contemporaneamente e, sempre riferendosi al discorso precedente, può presentarsi nello stesso paziente con cecità e sordità associate. La malattia (o Corea) di Huntington, invece, caratterizzata da una grave degenerazione cerebrale, compare in età adulta, come circa il 50% delle malattie genetiche rare. Fra queste anche la SLA (Sclerosi Laterale Amiotrofica), nota perché sembra colpisca prevalentemente gli sportivi», afferma la dott.ssa Barberis.

Malattie rare nei bambini, a chi rivolgersi

Quando si sospetta nel proprio bambino una problematica di natura evolutiva, il primo filtro è sempre rappresentato dalla visita pediatrica. In un secondo momento, indirizzati anche dal proprio medico di base, si raccomanda di rivolgersi a centri specializzati in malattie rare.
«La persona di riferimento oggi in Lombardia per le malattie rare genetiche è il dott. Selicorni, Direttore del Presidio Ospedaliero di Como. Esistono anche altri centri specializzati, in Lombardia, a Milano (clinica Mangiagalli) e a Monza, per le malattie genetiche rare di carattere ematologico. Quel che consiglio, in ogni caso, è di rivolgersi a centri polispecialistici ospedalieri, presenti in ogni regione».

A che punto è la ricerca sulle malattie rare genetiche nei bambini

A causa della difficile diagnosi e della necessità di una gestione multidisciplinare, la ricerca è fondamentale in questo campo. Ad oggi sono tre i tipi di terapia tentati:

  • Terapia genica, la strategia terapeutica che ha l’obiettivo di trattare le malattie causate da geni difettosi, inserendo nelle cellule del paziente una coppia corretta del gene mutato.
  • Terapia cellulare, che si basa sull’utilizzo di cellule vive spesso veicolate da virus, per ottenere sia un effetto terapetutico che un effetto diagnostico.
  • Ingegneria tissutale, basata su cellule o tessuti che vengono coltivati in laboratorio, in modo da poter riparare o sostituire tessuti umani.

«Spesso la terapia più efficace risulta essere una combinazione delle tre tipologie. Ad oggi, considerato che, per un terzo circa delle 7mila malattie genetiche rare, è stato identificato il difetto molecolare, si tende a sviluppare protocolli di terapia personalizzati, dove il medicinale utilizzato è, secondo l’Agenzia Europea del Farmaco, “una sostanza attiva (DNA modificato) che viene somministrata con lo scopo di regolare, riparare o sostituire una determinata sequenza genetica”», chiarisce la specialista.

«L’italia è in prima linea nella gestione della terapia genica delle malattie rare. Il 31,5% degli studi clinici e il 36,9% dei farmaci biologici e biotecnologici sono italiani. Anche la prima terapia genica approvata per la terapia genica (Strimvelis) è stata italiana: il nostro, in quest’ambito, è un Paese all’avanguardia».

Foto: Children photo created by freepik – www.freepik.com