Gravidanza

Alcol in gravidanza, anche bassi livelli possono portare disturbi comportamentali nei bambini

Lo studio dell'Università di Sydney, il più ampio sinora condotto, si basa sui risultati di una ricerca che ha coinvolto quasi 10mila bambini fra i 9 e gli 11 anni. Per il nascituro rischio di sviluppare ansia e depressione

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Alcol in gravidanza, anche bassi livelli possono portare disturbi comportamentali nei bambini

Anche un paio di drink bevuti durante le prime fasi della gravidanza possono aumentare la probabilità di disturbi psicologici nel nascituro. Ad affermarlo sono gli studiosi del Matilda Centre for Research in Mental Health and Substance Use dell’Università di Sydney, che hanno condotto la ricerca sinora più ampia in materia.

I risultati sono stati pubblicati sull’American Journal of Psychiatry. Lo studio indaga l’impatto sullo sviluppo del cervello del bambino, quando la madre abbia assunto alcolici durante la gestazione. I risultati evidenziano, nei bambini esposti all’alcol in utero anche a bassi livelli, un aumento dei problemi psicologici e comportamentali.

Lo studio dell’Università di Sydney, coinvolti quasi 10mila bambini

La ricerca ha riguardato quasi 10mila bambini di età compresa fra i 9 e gli 11 anni. Fra i problemi che possono sorgere durante la crescita dei bambini si annoverano ansia, depressione, disturbi psicologici e del comportamento. I risultati dimostrano che anche una bassa esposizione all’alcol in utero può portare a tali conseguenze.

Briana Lees, autrice dello studio, ha affermato che il livello di esposizione all’alcol varia da zero a 90 bevande durante le 40 settimane di gravidanza. La maggior parte dell’assunzione di alcol avviene nelle prime sei-sette settimane. Si tratta di norma del periodo che precede la scoperta da parte della donna di aspettare un bambino.

«In generale, più un bambino è stato esposto all’alcol in utero, più gravi sono stati i risultati», ha spiegato l’autrice. «I bambini hanno sperimentato effetti negativi anche se sono stati esposti a bassi livelli di alcol solo durante le primissime fasi della gravidanza (circa 16 drink nelle prime sei-sette settimane) e poi la madre ha smesso di bere. La difficoltà consiste nel fatto che molte donne non sanno di essere incinte in quella fase iniziale».

Deficit di attenzione e iperattività fra i disturbi riscontrati

Attraverso interviste alle madri e ai bambini e compiti di tipo cognitivo, è emerso come il 25,9% dei bambini coinvolti era stato esposto all’alcol in utero. Disturbi emotivi e comportamenti, ansia, depressione, scarsa attenzione sono i problemi maggiormente riscontrati.

Nei casi in cui la madre aveva assunto una quantità maggiore di alcol, con una media di 36 bevande nelle prime sei-sette settimane di gravidanza, si è evidenziato un aumento della possibilità di diagnosi di un disturbo oppositivo provocatorio o da deficit di attenzione e iperattività.

«Questi dati indicano che non esiste un livello sicuro di consumo di alcol dal concepimento durante l’intera gravidanza. Quindi anche quando si pianifica una gravidanza, l’opzione più sicura è astenersi», ha commentato Lees.

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