Bambini appena nati, 9 domande e risposte

Quanto dorme un neonato, quanto deve pesare alla nascita, come vestirlo, con quale frequenza fargli il bagnetto? A questi e tanti altri quesiti di chi sta per diventare genitore risponde l'ostetrica Francesca Mulas

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Bambini appena nati, 9 domande e risposte

«Per la cura di un bambino appena nato basta avere l’essenziale e ricordarsi che si può fare “meglio con meno”», suggerisce Francesca Mulas, ostetrica del Centro Medico Santagostino. I dubbi non sono pochi, specie quando ci si trova alla prima esperienza con un neonato. La specialista ci guida in un pratico vademecum dedicato a chi sta per diventare genitore.

1. Come lavare un bambino appena nato

Un tema piuttosto delicato riguarda il cambio del pannolino e il bagnetto. Di norma le ostetriche consigliano di cominciare a fare quest’ultimo non prima della caduta del cordone ombelicale, che inumidendosi potrebbe impiegare più tempo a staccarsi.
«Nei primi giorni di vita la pelle dei bambini è oltremodo delicata, per questo non beneficia di lavaggi troppo frequenti né di prodotti aggressivi», spiega la dottoressa Mulas. «Non riempite la vasca con la schiuma, ma durante il bagnetto usate acqua tiepida con poco amido di riso o di mais. L’uso dell’amido serve ad addolcire l’acqua: soprattutto se troppo calcarea tende a seccare la pelle del neonato».

Per lavare l’intero corpo del bambino appena nato è sufficiente un unico sapone neutro delicato. «Quelli oleosi vanno benissimo, come anche quello che usiamo per tutta la famiglia. Sicuramente sono da evitare quelli troppo profumati o aggressivi. Fate attenzione a lavare bene tutte le pieghe: ascelle, collo, orecchie, gambe». Non c’è una frequenza raccomandata per il bagnetto: se i bimbi lo apprezzano molto può costituire una coccola quotidiana. Se viene fatto tutti i giorni, usare il sapone solo 1-2 volte a settimana, le altre volte basterà soltanto l’amido di riso o di mais. In ogni caso, ricordiamo che il neonato suda poco, non si sporca, si muove poco e vive in un ambiente pulito: non ha una necessità igienica altissima, non serve insistere troppo con l’igiene».

2. Bambini appena nati, il cambio del pannolino

«Il cambio del pannolino ha una necessità igienica più alta, ma la routine deve essere delicata, per evitare fastidi da irritazioni ed eritemi. Non serve a tutti i cambi lavare con il sapone o passare le salviettine. Queste pratiche infatti possono aumentare il rischio di allergie e irritazioni, perché toglie il naturale microfilm protettivo. È sufficiente un lavaggio accurato con acqua corrente tiepida. Quando usiamo il detergente, scegliamolo senza profumi e delicato. Oppure si può utilizzare del cotone imbevuto con olio di oliva o di mandorle. Sia dopo bagnetto che dopo la pulizia asciughiamo bene tutte le pieghe della pelle. Ricordiamo che le bimbe vanno pulite e asciugate da davanti verso dietro, per evitare contaminazioni».

3. Cosa serve davvero a un bambino appena nato

Cosa acquistare, cosa regalare? Un quesito che riguarda i genitori, i parenti e le persone più vicine alla coppia. «Servono realmente poche cose per la cura dei bambini nei primi mesi di vita. Consiglio di aspettare per comprare o fare dei regali», raccomanda l’ostetrica. «Qualche esempio: tettarelle, ciuccio e biberon potrebbero essere superflui se la mamma allatta al seno. Anche per i sistemi di trasporto del neonato è consigliabile attendere prima di fare l’acquisto: il vostro bambino potrebbe preferire essere trasportato in fascia».

I pochi indispensabili:

  • Seggiolino auto o ovetto, necessario fin dal trasporto del neonato dall’ospedale a casa.
  • Tute e vestitini.
  • Pannolini lavabili o usa e getta, che sono anche un’idea regalo forse poco romantica ma molto utile.
  • Fascia portabebè, che favorisce il contatto fra genitore e bambino.
  • Un ottimo modello base di passeggino.
  • Asciugamani e mussoline.
  • Eventualmente il cuscino per l’allattamento.

«I regali più graditi, in base alla mia esperienza con le famiglie, sono quelli che salvaguardano il tempo prezioso che i neogenitori passano con il proprio bambino. A una neomamma portate del cibo preparato da voi che dovrà soltanto scaldare, oppure regalate un’esperienza utile come una visita ostetrica a domicilio o un corso da fare insieme al piccolo, ad esempio quelli di massaggio neonatale o quelli dove si impara a usare la fascia portabebè in sicurezza», aggiunge la dottoressa.

4. Come vedono i bambini appena nati

«La vista è l’ultimo senso che si sviluppa. Il bambino non la utilizza nella sua vita fetale, è un senso nuovo, che ha a disposizione a partire da quando nasce. Non si è mai esercitato a vedere, per questo nei primi giorni vede a una distanza di 20-30 centimetri, che gli permette di guardare negli occhi chi lo tiene in braccio. Oltre a vedere in maniera molto sfocata a distanza, distingue una gamma di colori limitata».

Il campo visivo inizialmente ridotto si allarga progressivamente nei mesi. Sin dalla nascita i neonati sono attratti dalle forme tonde, come l’ovale del viso. «A partire dal quarto mese iniziano a percepire i colori alla perfezione. Verso i 5-6 mesi avranno una migliore coordinazione degli occhi e capiranno meglio profondità e distanza. La vista aumenta progressivamente fino ad essere completa a 6-8 mesi di vita».

5. Quanto deve pesare un bambino appena nato

«Le linee guida indicano come peso normale quello tra i 2,5 e i 4,5 kg: la variabilità è molto ampia: il peso medio alla nascita va dai 3,2 ai 3,4 kg». Ricordiamo che nella prima settimana di vita avviene il calo fisiologico, decremento del peso che è normale quando è compreso nel 10% del peso alla nascita e che il neonato recupera entro le prime due settimane di vita.

«Nei primi mesi è considerato normale un incremento di 120-150 g in media alla settimana», spiega la specialista. «Inoltre va detto che la valutazione del benessere neonatale non è basata solo su parametri organici (peso, circonferenza cranica e altezza) ma anche sulla valutazione del benessere generale del bambino».

6. Come devono dormire i bambini appena nati

«Dalla nascita i bambini devono dormire sempre a pancia in su. Un’abitudine che il genitore deve osservare da subito e mantenere per tutto il primo anno di vita: è stato dimostrato che l’incidenza della Sids (Sindrome della morte in culla) si riduce del 90% nei bambini che dormono a pancia in su. Non va bene neanche far dormire i neonati sul fianco. Se il genitore trova il bambino che si è girato dovrà spostarlo nella posizione corretta. In altri momenti della giornata, se il bambino è in braccio o appoggiato ai genitori, può stare a pancia in giù».

Fondamentale è anche creare un lettino sicuro, facendo in modo che ci siano pochi oggetti intorno al bambino quando dorme. «La culla dovrà essere essenziale, con pochi strati di coperte ed evitando tutti i materiali in cui il bambino potrebbe rimanere incastrato o bloccato, come cuscini o teli».

7. Come vestire un bambino appena nato

«Prima di vestire un neonato dobbiamo ricordarci di come siamo vestiti noi. L’idea, piuttosto diffusa, che il bambino abbia molto freddo non corrisponde alla realtà. Coprirlo troppo non permette al suo sistema di termoregolazione di funzionare e attivarsi: può essere controproducente». Se gli adulti indossano canotta e pantaloncini, d’estate, per il bimbo è sufficiente un body. Nelle stagioni di mezzo basterà un body con sopra una tutina. «Per la stagione fredda meglio optare per un tessuto come la ciniglia: il neonato non apprezza il caldo eccessivo. Un bambino troppo vestito è maggiormente esposto al rischio di problemi legati alle vie respiratorie o di regolare peggio la sua temperatura».

8. L’ambiente da creare in casa

«D’estate via libera all’aria condizionata, meglio se con deumidificatore. Nella stagione fredda arieggiare sempre e mantenere un ambiente non troppo caldo. Pensiamo che nei paesi nordici è usuale lasciare i piccoli a dormire a temperature molto rigide. Gli studi in merito mostrano che la “nanna sotto zero” stimola il sistema immunitario, migliora l’ossigenazione del sangue e la sintesi di vitamina D attraverso l’esposizione alla luce solare».

9. Quanto dorme un neonato

«È normale che il bambino nelle prime settimane di vita faccia fatica a dormire da solo. Per loro è faticoso abbandonarsi al sonno non tra le braccia del genitore ma in un ambiente nuovo e più isolato come la culla. Nelle prime 4 settimane di vita il neonato ha bisogno di dormire fino a 16 ore al giorno, ma è probabile che solo la metà avvenga durante la notte e con un sonno discontinuo. Aspettatevi numerosi risvegli notturni, che diminuiranno progressivamente nei mesi, e diversi pisolini durante il giorno», avverte la dottoressa Mulas.

A 4 mesi il bambino è fisicamente pronto per rimanere 6-8 ore senza mangiare e quindi il sonno può essere più prolungato, senza nutrimento o interventi dei genitori. «In realtà un bambino che dorme tutta la notte non è detto che non abbia mai risvegli. Vuol dire invece che è in grado, quando si sveglia, di riaddormentarsi da solo, ritrovando elementi e routine che l’hanno portato ad addormentarsi con l’aiuto del genitore».

Fonte foto: Bambino foto creata da freepik – it.freepik.com