Gravidanza

Come vivere al meglio la gravidanza in estate

Come proteggersi dal caldo, cosa mangiare, come combattere la stanchezza? I consigli dell’ostetrica Francesca Mulas per affrontare la gravidanza nei mesi caldi in città, al mare o in montagna

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Come vivere al meglio la gravidanza in estate

Come e quando uscire di casa, in che modo proteggersi dal caldo, quanta acqua bere? Affrontare la gravidanza in estate può essere molto faticoso. «I disagi dovuti alle alte temperature nei mesi più caldi dell’anno si amplificano specialmente nel primo e nel terzo trimestre», spiega Francesca Mulas, ostetrica del Centro Medico Santagostino. «Se nel primo trimestre ipotensione e alti livelli di progesterone si sommano al caldo e alla poca voglia di muoversi, nel terzo trimestre i disturbi sono dovuti al pancione pesante e alle gambe affaticate: con il caldo si fa ancora più fatica a tenersi in movimento».

La specialista ci guida attraverso una serie di consigli per alleviare la stanchezza e vivere al meglio la gravidanza in estate. Ecco una serie di regole generali, valide per tutti i trimestri, in città, in vacanza o al lavoro.

  • Uscire nelle ore meno calde della giornata. Soprattutto quando fa molto caldo, rimanere a casa nelle ore centrali.
  • Creare in casa un microclima adatto. Il condizionatore va regolato fra 24 e 26 gradi: l’ideale è calcolare massimo 5 gradi in meno rispetto alla temperatura esterna.
  • Assecondare i desideri alimentari tipici di questa stagione: mangiare quindi alimenti freschi e leggeri. Nella propria dieta estiva fare piccoli pasti frequenti e prediligere alimenti che idratano come frutta e verdura.
  • Bere non meno di 2 litri d’acqua al giorno. Anche questa indicazione vale per tutti e 9 i mesi della gravidanza. Optare in gran parte per l’acqua e integrare con centrifughe, spremute e succhi di sola frutta, evitando le bevande che contengono zuccheri.

Gravidanza in estate al mare

«Al mare è necessario stare tanto all’ombra, utilizzare creme solari con fattore di protezione alto (da 30 a 50), non esporsi al sole nelle ore calde. Ricordiamo che, fra l’altro, l’esposizione al sole in maniera inadeguata in gravidanza può favorire la comparsa macchie solari. Pertanto consiglio di rinnovare spesso l’applicazione della crema su tutto il corpo», suggerisce la dottoressa Mulas.

«Consigliato godere dell’ambiente marino, stare nell’acqua, fare bagni anche molto lunghi se si ha piacere di farli. Nuotare è indicato in tutti i trimestri, ideali anche le passeggiate a piedi nudi sul bagnasciuga e, se il luogo lo consente, anche lunghe passeggiate con le gambe immerse nell’acqua almeno fino alla coscia. Questo tipo di movimento apporta benefici per la circolazione, allevia i gonfiori e l’affaticamento delle articolazioni. Allo stesso modo anche il nuoto è molto benefico».

Gravidanza, cosa mangiare in estate al mare

Una buona abitudine valida per tutti, da seguire anche per le donne in attesa. Anche durante la gravidanza è bene portarsi da casa gli spuntini e il pasto da consumare in spiaggia. «Preparare porzioni di frutta e verdura fresche (basta lavarle bene prima) e piatti unici a base di farro o riso conditi con verdure miste».

Per integrare i sali minerali, specie nei casi di crampi, affaticamento e rischio di cali di pressione, «valutare con il proprio medico l’integrazione con magnesio e potassio. Prima di ricorrere all’integratore, consiglio di valutare il proprio tipo di alimentazione, eventualmente correggendolo mangiando più frutta e verdura e bevendo più acqua».

Gravidanza in estate in montagna

«L’unico limite da darsi è l’altitudine di 2500 metri, da non superare. Si possono fare escursioni di poche ore, ma bisogna evitare i periodi prolungati a una tale altitudine. Il rischio è che compaia quello che si chiama mal di montagna, ovvero cali pressori, vertigini, nausea, vomito. Un disturbo che può manifestarsi in tutti gli individui, non solo nelle donne incinte, ma al quale in gravidanza si deve prestare particolare attenzione. Attenzione anche all’uso della crema solare, che deve essere accurato almeno tanto quanto si fa al mare».

Quello montano è un ambiente indicato per le donne in gravidanza, anche per quelle che amano fare escursioni o passeggiate. «Ricordiamo però in tutti i trimestri il limite della stanchezza è minore. Valutare sempre prima di avventurarsi in un percorso. Non è il momento di sfidare il proprio limite: anche percorsi fatti agilmente in precedenza, prima della gravidanza, potrebbero risultare impegnativi. Privilegiare quindi le passeggiate in sicurezza, e nel secondo e nel terzo trimestre optare per percorsi in cui non è richiesto grande equilibrio: eviteremo così il rischio di cadute e traumi in un momento in cui il corpo della donna è più sbilanciato a causa del pancione».

Ultimi mesi di gravidanza in estate

«Gli ultimi mesi di gravidanza pesano di più dal punto di vista fisico. L’aumento di volume del sangue e la maggiore perdita di liquidi a causa del caldo, suggeriscono che bisogna idratarsi di più, bevendo almeno 2 litri d’acqua al giorno e valutando l’integrazione di sali minerali», spiega la specialista.

«È frequente avere gonfiore alle gambe e ai piedi: nella maggior parte delle donne si tratta di un fenomeno fisiologico ma è un sintomo da valutare e segnalare al proprio medico, perché può essere legato a pressione alta».

Esclusa la causa della pressione alta, si possono cercare rimedi a questo classico disturbo della gravidanza.

  • Durante la doccia, usare acqua fredda negli ultimi 5 minuti
  • Tenere le gambe in posizione di scarico quando si sta sdraiate
  • Su consiglio del proprio medico, usare gel rinfrescanti
  • L’uso di calze elastiche, per le varici preesistenti o comparse in gravidanza, va valutato con uno specialista

Gravidanza in estate, come vestirsi

«Scegliere indumenti freschi e traspiranti, privilegiando fibre naturali (cotone, lino, seta) e colori chiari», suggerisce la dott.ssa Mulas. «Optare per scarpe comode, a pianta larga, evitare i tacchi alti. Al termine della gravidanza indossare calzature con appoggio comodo e adatte alla situazione (passeggiata in città, camminata in montagna) con un tacco basso, al massimo di 3 centimetri».

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