Disturbi psicosomatici nei bambini, un fenomeno in aumento

I bambini con disturbo funzionale su base psico-relazionale rappresentano il 10 per cento circa delle richieste di assistenza sanitaria nella fascia da 0 a 14 anni

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Disturbi psicosomatici nei bambini, un fenomeno in aumento

Un allarme sollevato dai pediatri: i casi di disturbi psicosomatici fra i bambini sono in aumento. Quelli con disturbo funzionale su base psico-relazionale rappresentano il 10 per cento circa delle richieste di assistenza sanitaria nella fascia di età che va da 0 a 14 anni. A rilanciare l’urgenza del problema, l’Ordine dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri della Provincia di Torino. Lo scorso 1 febbraio ha organizzato sul tema il corso di formazione “Quando il corpo parla e non viene ascoltato – Il disturbo somatomorfo: una emergenza in età evolutiva?”, con interventi di pediatri ospedalieri e di famiglia e neuropsichiatri.

Come si manifesta il disturbo

Mal di pancia, mal di testa: i sintomi del disturbo non sono direttamente riconducibili alla malattia ma sono tali da risultare invalidanti. I bambini spesso smettono di andare a scuola , di uscire di casa e di condurre una vita normale. Fra i sintomi dietro i quali si cela il disagio ci sono anche ansia e difficoltà respiratorie. Per questi sintomi, che rientrano nella definizione di disturbo somatomorfo, non sono previste linee guida di comportamento per i medici. Il rischio è che il disturbo permanga anche nell’età adulta.

«Pediatri e specialisti ci segnalano da tempo l’aumento di questo tipo di disturbo. I bambini che ne vengono colpiti stanno realmente male, finiscono negli studi medici o addirittura in pronto soccorso. Ma dagli esami che effettuano non emerge alcun riscontro, e quindi spesso il medico non sa realmente come comportarsi», ha spiegato il presidente dell’Ordine dei Medici di Torino Guido Giustetto.

Quanto incide il contesto sociale

I pediatri ritengono che l’incremento del fenomeno sia direttamente collegato ai cambiamenti avvenuti nella società contemporanea, tra i quali la modifica delle strutture famigliari e l’aumento del numero di figli unici. La difficoltà a fronteggiare le emozioni, che accomuna i diversi casi, può tradursi in difficoltà di espressione verbale, difficoltà relazionale, ansia.
L’Ordine dei Medici di Torino, con la serie di incontri appena inaugurata, intende individuare una strategia comune tra i professionisti della sanità. Lo scopo è indurre i bambini a riconoscere e manifestare le proprie emozioni.

I medici competenti

Spetta ai pediatri riconoscere la causa del disturbo: i casi di malattie psicosomatiche – come si legge in una nota dell’ACP Ovest (Associazione Culturale Pediatri dell’Ovest) – rappresentano una parte rilevante del lavoro del medico pediatra in qualsiasi ambito si trovi ad agire. Il disagio emotivo e relazionale è spesso mascherato da sintomi fisici che evocano il sospetto di una malattia organica. Quando viene riconosciuta la reale natura del problema, si parla di disturbo funzionale o malattia psicosomatica.

Se il problema non è affrontato adeguatamente, la malattia rischia di protrarsi in età adolescenziale (periodo nel quale i giovani non sono più seguiti dal proprio pediatra e conoscono la nuova figura del medico di medicina generale) e di trasformarsi in vera e propria psicopatologia.
Fondamentale il sospetto precoce da parte dei pediatri, da affiancare al parere di neuropsichiatri infantili, psicologi dell’età evolutiva, logopedisti, psicomotricisti ed educatori. L’ottica deve essere il più possibile multidisciplinare.