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Il bilinguismo nei bambini

Come insegnare due lingue contemporaneamente al proprio bambino? Esiste un momento ideale per cominciare e qual è la strategia giusta? Tutti i vantaggi dell'apprendimento di una seconda lingua oltre alla lingua madre

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Il bilinguismo nei bambini

Il bambino bilingue è colui che riceve un’esposizione costante a due o più lingue durante tutto il periodo di sviluppo delle competenze linguistiche e comunicative. Avere genitori provenienti da culture differenti rappresenta oggi, in Italia, un fenomeno sempre più frequente.

I bambini che imparano due o più lingue lo fanno in un’ampia varietà di circostanze. Ci sono bambini esposti sin dalla nascita a più codici, altri esposti successivamente. Alcuni bambini apprendono la lingua in famiglia, altri nell’ambiente scolastico, specialmente se frequentano una scuola bilingue.

Bambini bilingue, i vantaggi

I genitori si pongono numerosi dubbi in merito alla scelta del bilinguismo per i propri figli. Qual è il momento giusto per iniziare? Quale modello seguire? Il bilinguismo porta vantaggi ma anche eventuali problemi?
I disturbi del linguaggio che possono insorgere non sono maggiori nei bambini bilingui, non ci sono infatti studi epidemiologici che confermino la prevalenza di questi disturbi nei bambini che parlano due lingue rispetto ai bambini monolingue.
Il fenomeno del bilinguismo non è di per sé positivo o negativo: l’ambiente di acquisizione, l’età del bambino e il tempo di esposizione alle due lingue sono i fattori che determineranno, per ogni bambino, vantaggi o svantaggi del bilinguismo.

Bilinguismo, esiste un momento ideale per cominciare?

Riguardo a quando cominciare ad esporre i bambini a un’altra lingua diversa dalla lingua madre, questo è possibile sin da subito. Il neonato possiede la capacità di discriminare i suoni di lingue diverse, in base al ritmo, dai due mesi di vita.
Diversamente, i genitori possono decidere di esporre il bambino a una seconda lingua anche dopo l’acquisizione della prima. Va ricordato, infatti, che qualunque sia il momento in cui si comincia e qualunque strategia si scelga di utilizzare, è fondamentale

  • rispettare le esigenze del nucleo familiare
  • essere costanti

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Bambini bilingue, quando iniziano a parlare?

Il bambino bilingue nella maggior parte dei casi presenta uno sviluppo di linguaggio tipico. Apprende, cioè, in tempi rapidi e senza eccessivi sforzi entrambe le lingue a cui viene esposto.
Come detto, fin dai primi mesi di vita, i bambini esposti a due lingue diverse sono in grado di distinguerle in base all’intonazione e al ritmo di chi parla con loro. L’apprendimento della lingua avverrà per entrambe le lingue alla stessa velocità e con lo stesso numero di parole rispetto ai coetanei monolingui.

Nel momento in cui il bambino inizierà a parlare non necessariamente le due lingue saranno distinte e autonome nel corso dello sviluppo. Questo perché anche se le fasi dello sviluppo sono le stesse che attraversa il bambino monolingue, è frequente che il bambino bilingue presenti delle peculiarità nel proprio linguaggio. Combinerà, ad esempio, caratteristiche che appartengono alle due diverse lingue, all’interno di una stessa frase. Si parla a questo proposito di influenze cross-linguistiche.
Il bilingual Code-mixing è un fenomeno del tutto normale nelle persone bilingue, adulti o bambini. Pertanto non deve generare timori nei genitori.

Come favorire il bilinguismo nei bambini

Quale strategia utilizzare per favorire il bilinguismo nei bambini? Il modello più utilizzato è “One Person, One Language”, in cui ognuno dei genitori parla la propria lingua nativa. Diversi studi dimostrano che anche il modello familiare in cui entrambi i genitori parlano una lingua differente da quella della comunità in cui vivono oppure quello in cui entrambi parlano la propria lingua madre e solo uno quella della comunità, sono strategie che portano a risultati vincenti.
Anche in una famiglia monolingue è possibile replicare almeno in parte questi modelli, se si intende portare i propri figli all’acquisizione di una seconda lingua oltre alla lingua madre. Esistono asili bilingue dove per i bambini è possibile ascoltare persone che parlano la lingua straniera per molte ore al giorno. L’idea è che l’apprendimento sia favorito da attività in cui il bambino sia coinvolto e si senta invogliato a partecipare.
In casa si può inoltre ricorrere alla visione di cartoni animati in lingua, alla lettura di libri e alla fruizione di app e video. Un ulteriore efficace aiuto: avere una persona madrelingua che frequenti la famiglia, in particolar modo una baby sitter che segua i bambini alcune ore a settimana parlando esclusivamente nella propria lingua.

Balbuzie e bilinguismo, non sono collegati

Non ci sono prove che indichino un collegamento tra bilinguismo e balbuzie. L’errata diagnosi di balbuzie nei bambini che hanno iniziato da poco l’apprendimento di una seconda lingua potrebbe essere legata alle incertezze manifestate dal bambino nel comunicare, in questa particolare fase.

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